Cinema

RNFF: intervista al direttore artistico Franco Calandrini

RNFF

E’ cominciato il Ravenna Nightmare Film Festival (RNFF), l’appuntamento ravennate con il cinema horror e noir. Siamo alla 15a edizione dell’iniziativa curata da Start Cinema, che ogni anno coinvolge registi, attori, produttori, professionisti e appassionati del dark side of movies, il lato oscuro del cinema.

La manifestazione si concluderà domenica 5 novembre. Sede principale delle proiezioni sarà il Palazzo del Cinema, in Largo Firenze, 1 (Ravenna), altri eventi si terranno al CinemaCity e in altre location del centro storico: potete scoprirle consultando il programma del Festival. Vi serve qualche consiglio? Adriana ci ha dato cinque preziosi suggerimenti sugli appuntamenti dei prossimi giorni.

Abbiamo chiesto a Franco Calandrini, direttore artistico del Festival, di raccontarci la sua storia, le sue novità e i suoi consigli su cosa non perdere in questa edizione.

Ravenna Nightmare si concentra su un genere piuttosto di nicchia nel cinema, come mai è stata presa questa direzione? Cosa ha portato a questa scelta?

«La scelta è partita da molto lontano: quindici anni fa, per non pestare i piedi a nessuno, l’unica area importante e non ancora battuta era l’horror. Quindi noi, arrivati “per ultimi”, abbiamo trovato modo di avere spazio in questo genere.

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Michael Melski

In seguito, un po’ alla volta, ci siamo accorti che era troppo limitante lavorare solo sul cinema horror, perché anche se ci sono delle eccellenze, non possono esserci ogni anno sette, otto o dieci film horror di alto livello. Anche le stesse retrospettive dopo un po’ arrivano a fine corsa. E’ come avere un’enoteca che offre un ottimo vino, in cui puoi bere solo quello: dopo un po’ bisogna cambiare, rinnovarsi. E’ stato inevitabile: già negli ultimi due o tre anni abbiamo iniziato ad aprire anche ad altri generi. Quest’anno di film puramente horror ce n’è uno, un bell’horror di Michael Melski con tutti i crismi del genere. Tutti gli altri sono di generi confinanti, noir, thriller, magari più facili anche per uno spettatore meno appassionato.
L’horror prende una nicchia di mercato molto piccola e noi, in questi anni, abbiamo già fatto qualunque tipo di sforzo per portare al Festival il pubblico, che comunque ha partecipato.»

La presenza dei concorsi rende sicuramente il Festival più interattivo: è interessante che abbiate dato spazio sia ai lungometraggi che ai cortometraggi, nonostante siano mezzi e linguaggi diversi. Come nasce questa apertura?

«Se non hai un concorso non puoi neanche definirti “festival”, piuttosto una “mostra” ai grandi livelli o una “rassegna” ai livelli minori. Dare spazio ai cortometraggi per noi è stata anche una scelta personale: per 23 anni abbiamo fatto il Corto Imola Festival a Imola, quindi abbiamo un’esperienza in cortometraggi mostruosa, ne abbiamo ricevuti decine di migliaia, quindi abbiamo un grande radicamento e una grande preparazione nel gestirli. Anche quest’anno ne sono arrivati quasi tremila al Festival e ne abbiamo scelti undici, vuol dire che la selezione è altissima, infatti sono meravigliosi. Ovviamente c’è anche un legame tra il budget e la qualità, ma non è sempre così: alcuni sono meravigliosi con budget molto limitati. Secondo me il corto ha ragione di esistere quando ha natura di cortometraggio, qualche minuto in più non avrebbe senso e qualche minuto in meno lo farebbe sembrare un film troncato. Abbiamo sempre curato molto questa parte del concorso, tanto che abbiamo deciso di farlo in compartecipazione con il Circolo Sogni, che proprio da noi ha ereditato la passione per i corti. Avendolo fatto per 23 anni, quando abbiamo incontrato i ragazzi del Circolo Sogni loro un po’ si sono ispirati a noi e noi abbiamo avuto grande soddisfazione nel vedere che sono stati presi in mano da gente che li ama così tanto

Come è cominciata la collaborazione con GialloLuna NeroNotte, che ha unito nel Festival cinema e letteratura?

«C’era della stima reciproca, per tanti anni abbiamo girato affiancati, loro facendo cose eccelse legate alla letteratura e noi (spero) buone legate al cinema. Ci siamo corteggiati per anni poi abbiamo visto che era il momento di convolare a nozze su un progetto che fosse più corposo. Di fatto condividiamo anche il luogo oltre che le date, abbiamo una brochure comune. Io non ho nessuna competenza in letteratura quindi una collaborazione era inevitabile per unire cinema e letteratura in un progetto comune

Quali novità ci sono in questa edizione rispetto alle precedenti?

«Una presenza di autori impressionante, il 90 % dei film sarà seguito dai registi in sala. Noi abbiamo sempre avuto registi in sala, però mai quanto quest’anno. E’ un valore aggiunto, perché come il concorso “fa festival”, anche il regista in sala fa molto festival. Altra cosa importante è l’apertura del CinemaCity, una sala in più che dà un risalto importante alle iniziative: ad esempio il 31 ottobre sarà proiettato al Palazzo il film di Michael Melski e quasi contemporaneamente Nosferatu al CinemaCity, è qualcosa che finora non avremmo mai potuto fare.»

C’è qualche appuntamento in particolare che vuoi consigliarci?

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Fabio Testi

«Penso che l’incontro con Fabio Testi il 4 novembre sia un evento completamente nuovo: non abbiamo mai avuto un testimone così importante che abbia attraversato la storia del cinema in lungo e in largo con film meravigliosi… e film pessimi. Racconterà della sua esperienza in Cosa avete fatto a Solange?, uno dei titoli più stimati dai registi di ogni parte del mondo. Lui ne è stato protagonista e ne parlerà con Mariangela Sansone, la nostra critica di riferimento.
Poi ci quattro appuntamenti con Ottobre Giapponese, un inserimento che è stato fatto all’ultimo momento ma di cui siamo molto orgogliosi. Loro hanno la nostra stessa età, lavorano da quindici anni e adesso si chiamano estAsia, perché vogliono aprirsi anche ad altre nazioni del continente oltre al Giappone.
Abbiamo già raggiunto il sold out per il Nightmare School con i bambini delle elementari. Abbiamo due chicche di retrospettiva: Metropolis e Rapsodia Satanica. Insomma, ci sono tanti appuntamenti che concorrono affinché il festival diventi sempre più importante e sempre più vivibile

 

Buon Festival a tutti!

Informazioni sull'autore

Silvia Rossetti

Silvia Rossetti

Italianista e multitasker. Scrittrice quando c'è tempo, teatrante per divertimento. Forza Tassorosso.

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