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Ravenna in 14 delitti: le storie nascoste nelle opere

Ravenna in 14 delitti

La mostra al Palazzo del Cinema e dei Congressi

Dal 30 ottobre all’11 novembre è in mostra al Palazzo del Cinema e dei Congressi la mostra Ravenna in 14 delitti che espone le opere degli studenti del Liceo Artistico “Nervi-Severini” di Ravenna. L’iniziativa, a cura di GialloLuna NeroNotte, ha visto i ragazzi cimentarsi nella rappresentazione di alcuni dei più efferati delitti che sono stati compiuti a Ravenna fino alla fine del 1800. Noi di Weekra siamo andati a vedere la mostra e con l’aiuto della “Guida di Ravenna in ventotto delitti” scritta da Mauro Mazzotti con l’introduzione di Nevio Galeati, siamo riusciti a collegare le opere ai loro rispettivi delitti!

Il martirio di San Vitale

Ravenna in 14 delitti - martirio di San Vitale

Quest’opera rappresenta il martirio di San Vitale, ucciso secondo le fonti il 28 aprile del 59 ad opera di un prefetto dell’imperatore Nerone. Il soldato romano di fede cristiana, rifiutatosi di prestare omaggio al simulacro di Marte, viene gettato in un pozzo e ricoperto di pietre.

Dove sorge una basilica

Ravenna in 14 delitti - martirio di Sant'Apollinare

La tradizione vuole che il martirio di Sant’Apollinare abbia avuto luogo a Classe, proprio dove oggi sorge la bellissima basilica.

Stilicone decapitato ingiustamente

Ravenna in 14 delitti - Stilicone decapitato

Nel 402-403 il giovane imperatore d’Occidente Onofrio stabilisce la sua capitale a Ravenna e ha come tutore il generale di origine vandala Stilicone. Personaggio scomodo per i circoli latini di corte, viene accusato ingiustamente di aver sollevato una rivolta. Nonostante che i suoi soldati si siano offerti di difenderlo con le armi, accetta la condanna a morte inflittagli e viene decapitato verosimilmente nello spazio antistante all’attuale duomo di Ravenna.

Amore al veleno

Ravenna in 14 delitti - Rosmunda avvelenata

Nel 568 il longobardo Alboino sposa con la forza Rosmunda, dopo averne ucciso il padre. Dopo essere stata costretta a bere da una coppa ricavata dal cranio di suo padre, Rosmunda decide di vendicarsi e decide di uccidere Alboino con l’aiuto del suo amante, Elmichi. Fatto fuori il marito, Rosmunda medita di liberarsi anche di Elmichi, troppo scomodo per restare vivo. Elmichi, però, accortosi dell’inganno, dopo aver bevuto il veleno, costringe anche Rosmunda a bere.

Come Romeo e Giulietta

Ravenna in 14 delitti - La strage dei diedi

1576. Bernardino Diedi si innamora di Susanna Succi, che abita nel palazzo di fronte, e nonostante il parere contrario della famiglia di lei i due giovani si sposano. Girolamo Rasponi, zio di Susanna, offeso dal fatto che Bernardino abbia mancato alla promessa di sposare una sua sorella, fa una strage. Uccide la nipote incinta, Bernardino e altri parenti. Unica superstite è la figlioletta primogenita della coppia, nascosta dalla fantesca sotto un mantello.

Muore un uomo, nasce una leggenda.

Ravenna in 14 delitti - Morte di Teodorico

Con l’accusa di tradimento e cospirazione, Teodorico si libera del suocero Simmaco, presidente del Senato romano. E questo omicidio potrebbe essergli rimasto tanto sulla coscienza da causare la sua stessa morte. Secondo una delle tante versioni, Teodorico sarebbe morto di spavento dopo aver riconosciuto le sembianze di Simmaco in un grande pesce servitogli a tavola. Altre versioni lo danno morto in bagno per un fulmine (proprio all’interno del suo mausoleo) o trascinato da un cavallo nero (il diavolo) fin nella bocca di un vulcano.

Tante opere e tanti delitti ancora da scoprire

Nel nostro articolo abbiamo potuto dare spazio solo ad alcune opere, ma ce ne sono ancora tante che, come i loro autori, meritano di essere viste e scoperte. La mostra Ravenna in 14 delitti è visitabile fino all’11 novembre e, per chi ha sete di sapere, la “Guida di Ravenna in ventotto delitti”, edito da Danilo Montanari Editore, si può prendere in prestito in molte biblioteche del circondario o acquistare su internet.

Informazioni sull'autore

Adriana Giombarresi

Adriana Giombarresi

Lettrice vorace di libri (soprattutto di quelli di Camilleri), amo disegnare, sia con matite e colori, sia con il prezioso aiuto di Illustrator e famiglia.

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