Musica Teatro

L’Aida diretta dagli allievi di Muti: ecco l’Italian Opera Academy

Foto di Silvia Lelli.

La Riccardo Muti Italian Opera Academy giunge quest’anno alla sua terza edizione. La creatura di Muti, nata dal desiderio del grande direttore di trasmettere la propria mastodontica esperienza alle nuove generazioni, arriva anche quest’anno a ricoprire il Teatro Alighieri delle magiche note verdiane.

La particolarità di questo progetto è che, oltre a dare l’opportunità a giovani direttori d’orchestra di fare il loro tirocinio seguiti da un grande Maestro, viene data l’occasione anche al pubblico di assistere alle prove (sia esso costituito da studenti di conservatorio o semplicemente appassionati).

Infatti, come si legge nella pagina dedicata sul sito ufficiale, si voleva «mostrare al pubblico il lavoro necessario alla realizzazione di un’opera, svolgendo in teatro il complesso percorso dalle prime prove al pianoforte fino a quelle in orchestra e con i cantanti, attraverso l’analisi approfondita della partitura dal punto di vista musicale e drammatico, fino all’esecuzione finale».

La prova generale dell’Aida

Muti interagisce col pubblico di una giornata di prova. Foto di Silvia Lelli.

Muti interagisce col pubblico di una giornata di prova. Foto di Silvia Lelli.

 

Qui entra in gioco il Teatro Alighieri e la sua formidabile presenza sui social. Infatti per due volte (se non me ne sono sfuggite altre), tramite la loro pagina Facebook, sono stati messi a disposizione 100 biglietti gratuiti per assistere alle prove dell’Aida di Giuseppe Verdi.

Ho vinto un posto in platea (e pure buono!) per la prova generale di domenica 10 settembre. Dopo l’ouverture iniziale Muti si è girato verso il pubblico e con un sorrisetto spavaldo ha esordito con un «Non male, eh?», dando il credito – più che meritato – all’orchestra giovanile Luigi Cherubini, da lui stesso fondata. Questa volta in formazione estesa, con la collaborazione del Coro del Teatro Municipale di Piacenza.

Il teatro, per quest’edizione, è stato ritoccato un po’ per rendere al meglio quest’Opera, trasformandosi in una sala da concerto di tutto rispetto. Nelle prime file diversi ragazzi seguivano attentamente le evoluzioni musicali guardando le loro partiture integrali.

I cantanti di questa Aida. Foto di Silvia Lelli.

I cantanti ascoltano con attenzione le indicazioni di Riccardo Muti. Foto di Silvia Lelli.

Una performance di altissimo livello: la Cherubini non si è smentita nemmeno questa volta e i giovani cantanti hanno aggiunto all’insieme la giusta intensità; sul palco, assieme agli strumentisti e ai coristi c’erano Vittoria Yeo (Aida, soprano), Luca Dall’Amico (Re d’Egitto, basso), Anna Malavasi (Amneris, mezzosoprano), Diego Cavazzin (Radamès, tenore), Cristian Saitta (Ramfis, basso), Federico Longhi (Amonastro, baritono) e Andrea Bianchi (messaggero, tenore).

La prova finale degli allievi di Muti

Ieri sera c’è stato il gran concerto, diretto da Riccardo Muti. Domani, 14 settembre, ci sarà la serata conclusiva dell’Aida, in cui i diversi allievi direttori dell’accademia si cimenteranno nella conduzione di alcuni brani appositamente selezionati. La serata sarà presentata dallo stesso Muti.

I direttori di quest'edizione dell'accademia. Foto di Silvia Lelli.

I direttori di quest’edizione dell’accademia. Foto di Silvia Lelli.

Il biglietto ordinario per assistere – come pubblico – ai vari eventi dell’accademia (prove, concerti, ecc.) è a parer mio un po’ caro; sono comunque previsti dei ridotti e ogni tanto, seguendo la pagina Facebook del Teatro, vengono messi a disposizione ingressi gratuiti che non bisognerebbe perdersi per nessun motivo.

Per informazioni e prevendite visitate il sito internet del Teatro Alighieri. Per conoscere meglio l’Accademia, visitate invece il sito internet della Riccardo Muti Italian Opera Academy.

In copertina: vista del Teatro Alighieri di Ravenna (foto di Silvia Lelli).

Informazioni sull'autore

Roberto Turturro

Roberto Turturro

Nerd, musicista, fotografo.
Sono un amante del dettaglio e delle piccole cose.
Ogni tanto mi perdo a fantasticare su un mondo immaginario in cui gli artisti emergenti riescono ad avere il successo che meritano.

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