Letteratura Storia

“Impronte”: quando la Guida di Ravenna diventa storia

Museo Nazionale di Ravenna.

Il 20 aprile 2017 c’è stata l’inaugurazione della nuova mostra Impronte al Museo Nazionale di Ravenna, dedicata alle matrici della prima Guida di Ravenna realizzata da Corrado Ricci. Grazie a una proroga, è possibile visitarla fino al 3 settembre 2017.

La mostra, nata da un’idea di Paola Novara e curata dalla direttrice del museo Emanuela Fiori, è accessibile tramite il normale biglietto d’ingresso al Museo Nazionale (senza alcun sovrapprezzo) e consente al visitatore di ripercorrere insieme a reperti, fotografie e pannelli informativi la storia che c’è dietro il primissimo volume “Guida di Ravenna”, per opera di Corrado Ricci.

L’idea: raccogliere le matrici della prima Guida di Ravenna

Matrici di sigle greche e la prima edizione della Guida di Ravenna.

Matrice di alcune sigle greche e la prima edizione della Guida di Ravenna.

«Questi materiali eccezionali erano stati già visti, però erano assieme ad altre matrici e quindi non erano mai stati selezionati in modo chiaro rispetto agli altri. Quando abbiamo visto che c’erano tutte le tavole xilografiche – praticamente il libro intero – a quel punto è stato ovvio: dovevamo fare una mostra da dare ai ravennati, perché a Ravenna Corrado Ricci è davvero importante». Si esprime così Paola Novara, ideatrice e curatrice dei testi della mostra.

Placca raffigurante Corrado Ricci e la Guida di Ravenna.

La placca raffigurante Corrado Ricci, affianco alla sua Guida di Ravenna.

Uno degli elementi chiave dell’esposizione è proprio una placca che raffigura Corrado Ricci, prodotta in undici copie di cui una sarebbe stata esplicitamente destinata al Museo Nazionale di Ravenna dallo stesso Ricci: «anche quella placchetta, che da sola non poteva far costituire una mostra, messa assieme al resto del materiale diventa fondamentale per il pubblico ravennate, perché si tratta di oggetti piccoli ma che costruiscono proprio la storia della città, nell’800 e nei primi del 900».

Un piccolo progetto, per tenere sempre vivo l’interesse dei visitatori

La direttrice del museo, Emanuela Fiori, ci spiega che eventi piccoli come questi sono molto importanti perché permettono di recuperare dei frammenti di storia che altrimenti andrebbero persi: «la nostra idea è quella di tenere sempre vivo l’interesse dei visitatori, perché questo non è un museo che si può visitare in una volta sola. In due ore si può vederne una parte, una sezione, e bisogna essere attratti per tornare ancora. Chiaramente si torna in un luogo se ci è piaciuto, se ci ha dato degli stimoli ma soprattutto se risponde anche alle curiosità.

«Ci sono mostre piccole che possono dare a un visitatore occasionale qualcosa di più, ma che portano il visitatore abituale a scoprire sempre più cose riguardo alla storia di questa città. E noi abbiamo quest’immenso bacino che sono i nostri depositi e quindi ci siamo inventati per l’estate questa mostra. Abbiamo fatto veramente le cose in casa. Si possono fare delle mostre senza spendere delle cifre spaventose, basta avere dei bei pezzi e avere delle idee».

Una delle antiche vetrine contenente diverse matrici.

Una delle antiche vetrine contenente diverse matrici.

La xilografia

Di certo un ruolo chiave in questa mostra è data alla xilografia, la più antica tecnica di stampa di testi e immagini. Introdotta in Europa nel XIII secolo, veniva inizialmente impiegata per la stampa dei tessuti e di fogli contenenti immagini religiose e profane.

Poi è arrivata la stampa a caratteri mobili, introdotta in Europa da Gutemberg nel 1455 ma inventata dal cinese Bi Sheng quattro secoli prima. Questa nuova tecnica ha subito preso piede per quanto riguarda la stampa dei testi, lasciando però alla xilografia il compito delle immagini (nel XV-XVI secolo era buona prassi combinare i caratteri mobili e le incisioni xilografiche in una pressa comune, per stampare tutto insieme).

Matrice dell'immagine del Mausoleo di Teodorico.

Il Mausoleo di Teodorico.

Sulle matrici lignee oggetto della mostra sono ricalcate varie immagini, dalle piante topografiche alle fotografie di costruzioni, sculture e altre opere artistiche. A fianco delle matrici si possono trovare anche alcune pagine stampate a partire da esse.

“Impronte”: informazioni utili

La mostra sarà visitabile fino al 3 settembre 2017, acquistando il normale biglietto di ingresso al Museo Nazionale di Ravenna, al costo di 6 € (il ridotto ne costa la metà). Ricordiamo che anche qui è possibile entrare gratuitamente la prima domenica del mese.

Ulteriori informazioni si possono trovare sul sito internet del museo.

«Se noi non riuscissimo per intero a render paga l’aspettazione dei lettori l’onesto desiderio ci scusi almeno presso di loro.» (Corrado Ricci)

Informazioni sull'autore

Roberto Turturro

Roberto Turturro

Nerd, musicista, fotografo.
Sono un amante del dettaglio e delle piccole cose.
Ogni tanto mi perdo a fantasticare su un mondo immaginario in cui gli artisti emergenti riescono ad avere il successo che meritano.

Lascia un commento