Arte

Alla scoperta di arti e mestieri nella Rocca di Dozza

arti e mestieri nella rocca di dozza

Uno dei più bei borghi d’Italia

Dozza è uno dei più bei borghi d’Italia. Si trova a pochi chilometri da Imola ed è un patrimonio di arte e cultura in continua crescita. È una vera galleria d’arte a cielo aperto e ospita negli anni dispari la Biennale del Muro Dipinto che ha arricchito il borgo con affreschi e rilievi. Dozza spicca nel territorio imolese non solo per la bellissima e ben conservata rocca sforzesca, ma soprattutto per l’intensa attività culturale svolta dalla Fondazione Dozza. L’attività della fondazione è un esempio lampante di quanto l’arte e la storia possano rappresentare una leva fortissima per fare turismo e per valorizzare le ricchezze enogastronomiche del territorio.

La Civitas Medievale: allo scoperta di arti e mestieri

Il 5 marzo scorso la rocca di Dozza ha ospitato la manifestazione Civitas Medievale, un evento curato fin nel più piccolo particolare. Che dire? Un trionfo! Tantissime le presenze registrate. Tantissimi i bambini che si sono catapultati nel mondo medievale alla scoperta dei mestieri più antichi e della loro evoluzione.

Da questa esperienza, oltre a un bel ricordo, piccoli (grazie a una caccia al tesoro) e grandi hanno potuto arricchirsi di tantissime conoscenze. Hanno imparato che la robbia è una radice utilizzata per tingere i tessuti di rosso e che gli agugelli sono delle decorazioni metalliche per i gioielli. Che i ricchi bolognesi del passato dovevano pagare una tassa sugli abiti più preziosi e che la parte più zuccherina di una canna di bambù è quella più vicina al suolo.

Le associazioni coinvolte

Ciò che rende più merito all’iniziativa è che dietro ogni ricostruzione offerta ai visitatori si nascondono approfondite ricerche storiche svolte dalle associazioni e dalle persone coinvolte: la Civitas Alidosiana, la Compagnia d’Arme delle 13 Porte, La società delle Arti, Ptickart – Ars Vascellari, Ars Balistarum e Silvio Luciani. Grazie al loro lavoro di ricerca e di documentazione la rocca ha fatto un perfetto salto indietro nel tempo.

Scoprire il passato

il cerusivo alla rocca di dozza

Gli strumenti del cerusico – foto di Valerio Pazzi

Per mettere in scena il mestiere del notaio, ad esempio, è stato consultato un registro originale che descriveva nel dettaglio le vesti per cui era stato versato il tributo. Per la spezieria di Diotaiuti sono stati usati i quaderni sui quali il commerciante ha annotato spese e crediti dei suoi clienti, permettendoci di conoscere le usanze e i gusti dell’epoca. Per la “sala operatoria” del cesurico sono stati usati gli antenati di quelli adoperati oggi da chirurghi. Il sarto, il ceramista, il tintore di stoffe, l’orefice, il produttore di zucchero hanno dimostrato agli spettatori l’immenso valore del lavoro artigianale che ancora oggi dà risultati eccellenti.

Particolarmente fortuna è stata la vestizione del cavaliere, che ha catturato l’attenzione degli spettatori per quasi un’ora. Ogni armatura, infatti, richiedeva circa 20 minuti per essere indossata e doveva mantenere il perfetto equilibrio tra la protezione e la mobilità.

Coinvolgere le persone

La marcia in più di questa manifestazione è sicuramente stato il coinvolgimento delle persone. Gli attori non si sono cristallizzati nel loro personaggio, ma sono partiti dal loro personaggio per spiegare e raccontare, anche con una risata ciò che il medioevo è stato e ciò che di buono e bello di ha tramandato.

Prossimi eventi

Dato il successo, per chi se lo fosse perso e per chi vorrebbe già tornarci, l’evento sarà sicuramente ripetuto il prossimo anno. Nel frattempo però a Dozza fervono già i preparativi per il prossimo evento: dall’11 marzo al 6 aprile, infatti, la rocca di Dozza ospiterà la mostra dedicata al pittore Silvio Cattani. Ogni giorno però può essere quello perfetto per visitare Dozza: gli affreschi, la rocca, le stradine e il panorama circostante ne fanno sempre un’ottima meta.

 

Informazioni sull'autore

Adriana Giombarresi

Adriana Giombarresi

Lettrice vorace di libri (soprattutto di quelli di Camilleri), amo disegnare, sia con matite e colori, sia con il prezioso aiuto di Illustrator e famiglia.

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