Musica

Rockin’ 1000: dopo il mega concerto, ecco il disco

Rockin' 1000 live at Cesena

Chi ha detto che le cose creative vengono sempre dall’estero? Chi ha detto che i progetti interessanti non capitano mai vicino a casa? Beh, queste persone non potranno fiatare, perché è proprio di Cesena la rock band più grande al mondo. Sto parlando del Rockin’ 1000, che ha da poco pubblicato il disco That’s Live.

Quando parlo di “rock band più grande al mondo” intendo proprio letteralmente, cioè composta da un numero enorme di musicisti. Oltre 1000, per l’appunto. Ma andiamo con ordine.

Learn to Fly, suonata dal Rockin’ 1000.

 

Il video

Siamo a Cesena. Fabio Zaffagnini, appassionato di rock e sognatore ad occhi aperti, ha un colpo di genio. Un’idea folle, irrealizzabile: creare un video in cui mille musicisti suonano contemporaneamente Learn to Fly, per convincere i Foo Fighters a tornare a Cesena per un live.

Lo scopo era nobile e l’iniziativa completamente assurda. Questa combinazione ha fatto sì che si spargesse velocemente la voce tra i musicisti, che hanno accolto positivamente la cosa e hanno fatto di tutto per partecipare. E’ stato avviato un crowdfunding, con l’obiettivo di raccogliere 40.000 € per coprire le spese di realizzazione.

Arrivato il giorno delle riprese, si sono ritrovati tutti lì, al Parco Ippodromo di Cesena. I musicisti, seguiti dai guru, hanno suonato per ore, un take dopo l’altro, finché non si è raccolto sufficiente materiale per la realizzazione del video.

Appena pubblicato il video di Learn to Fly su YouTube, il web è praticamente esploso. Ha fatto il giro del mondo, atterrando di prepotenza su tutti i social network (sì, proprio tutti). Naturalmente, nel giro di qualche giorno è arrivato anche ai Foo Fighters, che a questo punto non avrebbero potuto ignorare la cosa.

E indovinate un po’? Pochi giorni dopo Dave Grohl, il cantante della band statunitense, ha pubblicato un video sul loro canale YouTube in cui si ritrae mentre parla – in un italiano molto modesto – rivolgendosi direttamente ai cesenati: «Stiamo arrivando, prometto. Ci vediamo presto.»

La risposta di Dave Grohl al video di Rockin’ 1000.

 

E così è stato; come promesso, il 3 novembre 2015 i Foo Fighters si esibiscono al Carisport di Cesena (i biglietti si sono esauriti più o meno alla stessa velocità di quelli dell’ultimo concerto dei Coldplay). Dave Grohl ringrazia ancora, dicendo che quello che aveva fatto il Rockin 1000 era qualcosa di incredibile.

Il live

Dopo la notorietà acquisita con il video (ad oggi oltre 26 milioni di visualizzazioni) il progetto è andato avanti, proponendo una nuova sfida: è possibile mettere 1000 musicisti su un palco e fargli suonare un intero concerto? E via, di nuovo, con le audizioni e le prove, stavolta con un grado di difficoltà ancora maggiore.

Il 24 luglio 2016 succede davvero. Il Rockin’ 1000 sale sul mega palco montato ad-hoc nello stadio, per sostenere un intero concerto di un’ora e mezza. Assieme ai millini anche numerosi ospiti ben conosciuti come ad esempio Cesareo (chitarrista di Elio e le Storie Tese) e Saturnino (bassista di Jovanotti).

Ben 13mila persone erano presenti al maxi evento, contribuendo con applausi, fischi e cori all’atmosfera frizzante ed emozionante che si era creata. I numeri in gioco, come scritto su Cesenatoday, fanno impressione: 400 luci di scena, 25 telecamere, 8000 mq di palco, 20 km di cavi, 3 led wall, 100 mq di proiezione, 12 impianti audio Line Array,  500 microfoni, 1250 cuffie,  387 canali sul banco mixer, 200 canali in registrazione, 700 kw di energia elettrica, 4800 pasti (solo ai musicisti) e 500 accreditati tra giornalisti e addetti ai lavori.

Rebel Rebel, tratto dal concerto di Cesena.

Il disco

Dopo una enorme fase di mixaggio e mastering, l’intero concerto è stato trasportato su CD (That’s Live – Live in Cesena 2016), per essere messo in commercio in versione “classica” e in digital download & streaming.

L’album, co-prodotto con Sony Music Italy, è composto da 17 tracce, per una durata totale di 95 minuti, e cerca di restituire con sufficiente fedeltà l’impatto sonoro che hanno potuto sperimentare gli spettatori di quel concerto. Io purtroppo non sono riuscito ad assistere all’evento, ma ho seguito tutte le vicende del Rockin’ 1000 con molta attenzione, durante tutto il suo sviluppo; e devo dire che, ascoltando i brani, la sensazione è davvero strana, sembra di trovarsi lì tra gli spalti.

Abbiamo fatto qualche domanda a Fabio Zaffagnini, ideatore e general manager di Rockin’ 1000.


Quanto è stato difficile trasformare questa idea in realtà?

«All’inizio sembrava un sogno impossibile, talmente folle che in tanti mi hanno preso per matto. Credo che la mia più grande intuizione sia stata quella di formare un team equilibrato che contenesse al suo interno competenze e professionalità diverse, alcune di queste, esperte nell’organizzazione dei grandi eventi. Quando non sai da dove cominciare, chiedi aiuto a chi lo sa fare, è così che è andata. Questo è stato un ottimo punto di partenza. Come team abbiamo capito fin da subito che dovevamo scommettere tutto sulla qualità del video e questo mantra ci ha guidati nel 2015 con la prima performance e anche nel 2016 con il concerto. Spesso si hanno ottime idee e poi si finisce per lasciarle nel cassetto. Io credo che sia importante circondarsi delle persone giuste, magari anche con motivazioni diverse ma condividendo un obiettivo comune!»

Learn to Fly ha subito fatto il giro del mondo: che cosa hai pensato appena il video è andato online su YouTube?

«Alla fine della nostra prima performance, il 26 luglio 2015 al Parco Ippodromo di Cesena, eravamo stanchissimi ma davvero soddisfatti. Per noi, in quel momento, era come toccare il cielo con un dito: i musicisti sono arrivati a Cesena (non era affatto scontato allora!), hanno suonato e si sono divertiti, consentendoci di portare a casa delle riprese di alta qualità. Naturalmente ho visto il video in anteprima, ero da solo in quel momento e mi sono commosso. Ero certo della qualità del video, sicuro del fatto che sarebbe piaciuto ma nessuno di noi avrebbe mai immaginato un riscontro di quella portata: milioni di views in poche ore, il video diventa virale e nemmeno 24 ore dopo la pubblicazione Dave Grohl, il frontman dei Foo Fighters, risponde con un suo video sui social per dirci “Che bello questo video! Stiamo arrivando!”

Quali sono i passi successivi, dopo il cd “Thats Live”? Cosa ci dovremo aspettare?

Rockin' 1000 (by Marco Onofri)

Rockin’ 1000 That’s Live – foto di Marco Onofri.

«La prossima iniziativa si svolgerà l’ultimo week end di luglio in Italia. Non possiamo dire di più al momento. L’unica cosa certa è che questa volta non sarà a Cesena. Abbiamo bisogno di spostarci e misurarci con nuovi territori, esportando quella qualità tutta romagnola del nostro modo di lavorare, di cui andiamo molto fieri.
Parallelamente stiamo lavorando anche alla costruzione di un evento all’estero e al documentario che racconta tutta la storia di Rockin’1000 – due attività per nulla semplici.»

Vedremo mai, un giorno, i Foo Fighters in concerto assieme ai 1000?

«Mai dire mai. Rockin’1000 insegna che i sogni possono trasformarsi in realtà, se ci credi e ti impegni con tutto te stesso. Oggi abbiamo altri obiettivi ma un giorno… chissà.»


Dietro le quinte…

Ma come è stato possibile la realizzazione di questo progetto? Partiamo dalla fase delle selezioni: le persone dovevano inviare un video in cui suonavano o cantavano, per dare modo ai guru (della sezione corrispondente) di poter decidere se ingaggiarle nella squadra e quali parti assegnare loro. A quel punto i musicisti selezionati potevano andare nella loro area riservata del sito di Rockin’ 1000 e potevano guardare i tutorial che i guru avevano a loro destinato.

Il “provino” di Cesareo per Rockin’ 1000

Stefano Re è un guru di chitarra di Rockin’ 1000, oltre a essere anche musicoterapista e docente a Rimini, Ravenna e Cervia: «In alcuni brani c’era un tutorial unico mentre in altri ce n’erano due. La divisione in parti diverse serviva a dare una profondità sonora (ad esempio per dare la “botta” sul ritornello) e a limitare la difficoltà per i meno esperti, ad esempio i bambini e i musicisti amatoriali».

La produzione dei tutorial era interamente a carico dei guru, che dovevano provvedere a creare le parti dando indicazioni tecniche e mostrando fisicamente come cantarle o suonarle, anche se fortunatamente potevano dividersi i compiti quando potevano contare su un altro guru dello stesso strumento.
Successivamente sono seguite le prove d’insieme tra i guru (senza i millini) per coordinarsi e verificare che tutte le parti funzionassero come si deve. Poi ci sono state le prove di strumento, in cui i guru si dedicavano esclusivamente ai musicisti di propria competenza.

Augusta Trebeschi, guru di voce, vocal coach freelance e insegnante all’istituto “L’Ottava” di Brescia: «C’è stato un solo giorno di prove, al teatro Verdi di Cesena. Abbiamo provato tutto il giorno, con un caldo infernale. I cantanti avevano studiato, abbiamo lavorato tantissimo e loro erano molto disponibili. Volevo che si creasse un gruppo di voci, non tanti lead che cantassero per i cavoli loro».
E direi che il risultato c’è stato, visto che le tracce vocali sono state armonizzate fino a quattro voci.

Fatte le prove di strumento sono seguiti due giorni di prove d’insieme, in cui da una parte i musicisti venivano seguiti dai guru e diretti dal M° Marco Sabiu; dall’altra i fonici facevano i suoni e gli altri tecnici testavano le apparecchiature preparandosi al concerto. La sera del secondo giorno le prove generali, ovvero la simulazione in tutto e per tutto del concerto, per verificare che tutto, ma proprio tutto, andasse come si era pianificato.

Lele Borghi, guru di batteria e insegnante a Correggio e Reggio Emilia, ci racconta cosa si prova a stare in mezzo a tanti strumenti: «E’ una botta di suono, quando partono le casse e colpiamo i piatti tutti insieme “ti spettinano”. Ricordo che il maestro Sabiu a un certo punto ha detto ai chitarristi: “Lo so che vi sto dicendo una cosa che nessuno vi ha mai detto nella vita: alzate gli amplificatori, perché abbiamo bisogno ancora di più botta”».

I cantanti avevano un microfono ogni 3-4 persone, mentre gli altri musicisti erano microfonati con dei panoramici; i guru e gli ospiti fronteggiavano le proprie sezioni ed erano microfonati singolarmente, per poter dare una traccia guida ben precisa, soprattutto per le fasi fase di mixaggio e registrazione (anche perché il delay tra i punti più estremi del palco, vista l’area così estesa, diventava decisamente importante).

Infine il concerto: mille musicisti (per la maggior parte non professionisti) erano finiti in uno stadio, davanti a tredicimila spettatori. L’atmosfera vibrava, come ci spiega Augusta: «Ricordo l’inizio del concerto, quando hanno iniziato a suonare i violini di Bitter Sweet Symphony vedevo i cantanti che piangevano. È stato molto emozionante. Finito il concerto non potevamo fare altro che abbracciarci.»

Voglio concludere con questa riflessione, che mi sento di fare dopo aver approfondito la questione con i guru: il Rockin’ 1000 è stato molto criticato da diverse persone, venendo definito come un “karaoke gigante” e si pensa che lo scopo originale – quello di far venire i Foo Fighters a Cesena – si sia trasformato in una sporca macchina per soldi. La verità è che gli sponsor (ed eventualmente le etichette) sono necessari a coprire le spese che di fatto sono altissime, vista l’entità del progetto. E in più, il lavoro e la passione dei guru, unita all’impegno e alla carica dei mille, quando si è su un palco davanti a tutte quelle persone, restituiscono un’emozione che non si può minimamente immaginare, se non ci si è dentro. Quindi invito queste persone a pensarci su per un attimo.

Tutti gli interessati possono ancora mandare la propria candidatura (si cercano musicisti continuamente!). Come ci ha spiegato Fabio, il prossimo appuntamento con il Rockin’ 1000 è a fine luglio. Per restare aggiornati sui dettagli di questo evento e di quelli futuri, potete seguire il Rockin’ 1000 tramite la pagina facebook e il sito internet.
Potete seguire anche Fabio Zaffagnini (il general manager di Rockin’ 1000) oppure i guru che hanno contribuito a questo articolo con la loro interessantissima esperienza diretta: Augusta Trebeschi (voce), Stefano Re (chitarra), Lele Borghi (batteria).

In copertina: Rockin’ 1000 (Facebook).

Informazioni sull'autore

Roberto Turturro

Roberto Turturro

Nerd, musicista, fotografo.
Sono un amante del dettaglio e delle piccole cose.
Ogni tanto mi perdo a fantasticare su un mondo immaginario in cui gli artisti emergenti riescono ad avere il successo che meritano.

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1 Commento

  • Semplicemente fantastici!Commovente e di grande e geniale spirito di comunicazione e aggregazione umana,oltre che musicale.Arriva fino in fondo all’anima e sugella un patto di altissimi valori.Bravi!Grandi!!!!Grazie!!!