Teatro

Vivere la Non-Scuola: intervista a due guide

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Anche quest’anno i ragazzi della Non-Scuola si preparano a presentare il proprio lavoro al pubblico. Chi non avesse familiarità con l’iniziativa, sappia che è un peccato. La Non-Scuola è un progetto teatrale ormai pluriennale, un laboratorio che entra nelle scuole di Ravenna e avvicina gli studenti ad uno dei luoghi più liberi che si possano avere a disposizione: il teatro.

Poco tempo fa abbiamo assistito alla presentazione di Aristofane a Scampia, il libro in cui Marco Martinelli, tra gli iniziatori del Teatro delle Albe e della stessa Non-Scuola, ha spiegato come tutto sia nato. In breve, è nato con spontaneità: gli adolescenti possono sentirsi intimoriti da un testo classico ed esso è quindi messo da parte. Come ha detto lo stesso Martinelli alla presentazione del libro: «I ragazzi amano Dioniso, il dio del teatro, senza saperlo».

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Un’immagine dall’edizione 2016

Il resto, come si suol dire, è storia. Ma cosa significa far parte della Non-Scuola oggi? Per toglierci il dubbio, abbiamo contattato due guide, Antonio Jacopo Argento e Marco Montanari, entrambi entrati in attività quest’anno e rispettivamente impegnati al liceo artistico e al liceo scientifico. Le stesse scuole in cui loro, da adolescenti, hanno frequentato la Non-Scuola.
Marco ha studiato Design del Prodotto Industriale all’Università di Ferrara. Adesso è un libero professionista e lavora nell’ambito della progettazione di oggetti, grafiche e interni.  Dal 2002 fa parte dell’Associazione Culturale Galla & Teo, per la quale recita, dirige e dal 2008 si occupa di laboratori teatrali per ragazzi.
Antonio, detto Ant (resti tra noi, lo preferisce), dopo il diploma si concentra sulla musica iscrivendosi al DAMS di Bologna. Durante il periodo universitario segue alcuni progetti come chitarrista, frequenta seminari sulla scrittura teatrale e si unisce anche lui a Galla&Teo, come attore e regista. Ora prosegue la sua formazione musicale presso la MAN The School a Bologna. Lavora come musicista freelance, docente di chitarra e speaker radiofonico.

Gli inizi nella Non-Scuola: qual è stata la vostra esperienza da studenti? Cosa ne avete tratto?
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Antonio Jacopo Argento e Marco Montanari

M: La mia esperienza con la Non-Scuola è iniziata in terza superiore, quando presi parte al mio primo laboratorio. E’ stata un’esperienza fantastica e mi sono subito innamorato dell’ambiente. Il modo in cui si vede nascere lo spettacolo è stata la cosa che mi ha affascinato di più. Ho visto come, grazie all’energia, si possa creare uno spettacolo e come dentro di noi vi sia qualsiasi personaggio.

A: Che domanda complessa! Quella della Non-Scuola è una delle esperienze più belle che puoi vivere da adolescente. Si tratta di un luogo, anzi, di un non-luogo (per restare in tema), in cui tutte quelle che nella vita “normale” possono essere le stravaganze di un ragazzino si tramutano per magia in terreno fertile per costruire qualcosa di concreto, di vero. Lì tutti gli impianti sociali dei quali si è spesso vittime vengono a cadere, e questa cosa ti fa tirare un lungo respiro di sollievo, soprattutto visto che sei un teenager. Si impara ad essere pazzi nella Non-Scuola, pazzi di quella pazzia che ti riempie di idee e di grinta. Personalmente è stata un’esperienza che mi ha insegnato che nella vita si può e si deve essere un po’ caz…giocherelloni, e che si possono incanalare tutte queste energie e questa follia nel raggiungimento di scopi gratificanti, lavorando con gli altri e traendone soddisfazione. Alla fine di ogni laboratorio era il dramma: ci si sentiva vuoti…la Non-Scuola era diventata un bisogno.

Come siete diventati guide della Non Scuola?

M: Mi ha contattato Roberto Magnani, che era stato la mia guida ai tempi del laboratorio e ha proposto a me e ad Ant di prendere parte al laboratorio come guide. Non avevo mai pensato che sarei potuto diventare guida, al fianco di chi era stato la mia guida. Una bella emozione. Penso che in parte la scelta sia ricaduta su di noi per il lavoro svolto con i ragazzi di Galla & Teo nel corso degli anni.

A: Ero in sala prove e mi telefona Marco, amico e collega regista, dicendomi che ci è arrivata la proposta dal Teatro delle Albe di diventare guide della Non-Scuola. Temo di non poter fare troppo testo nello spiegare come si diventa guide della Non-Scuola, non conosco alcuna ricetta a riguardo. Marco ed io, con i ragazzi di Galla & Teo, negli anni ci siamo impegnati, siamo cresciuti, abbiamo intrapreso un percorso splendido che ci ha condotto a portare sul palco due opere originali: Requiem alla Fantasia e L’Intruso – Analisi di un’assenza: la cosa dev’essere stata apprezzata. L’impegno, la serietà e l’amore per quello che si fa pagano. Sono gli ingredienti fondamentali per tutto nella vita.

Com’è stato il primo impatto con i gruppi di studenti, che spesso raggiungono numeri considerevoli?

non-scuolaM: Fantastico. Il primo giorno ero davvero emozionato. Tornare nella mia scuola e vedere quegli spazi pieni di ragazzi pronti ad iniziare una nuova avventura assieme a me è stato bellissimo. Il laboratorio in 40 è rumoroso e molto intenso. Bellissimo. Avevo paura di non ricordarmi tutti i nomi dei ragazzi, ma invece, in breve tempo entri in contatto con loro e conosci le personalità, non solo i nomi.

A: Sono una bella mole di adolescenza da gestire: ognuno con il proprio carattere, ognuno con i propri problemi, con i propri pregi e con il proprio bellissimo e brillante cervellino! Una tavolozza ricolma di mille colori e sfumature, ecco cosa ho visto la prima volta che ho incontrato il mio primo gruppo, e non esiste visione più stimolante. Ricordo il mio ultimo laboratorio da non-scuolino, in quinta superiore. Il laboratorio era stato tenuto dai membri della compagnia Menoventi di Faenza e, a fine percorso, Gianni Farina, guida e regista della compagnia consegnò ad ogni ragazzo un biglietto con scritto un suo pensiero e un suo augurio personale. Il mio biglietto è ancora conservato gelosamente nel mio portafoglio, e mi ha dato negli anni lo stimolo per cercare di superare i miei limiti, sempre: mi onora sapere di poter avere un tale impatto sui ragazzi ora che sono dall’altra parte della..ehm..non-cattedra(?).

Che cosa rende la Non-Scuola diversa? Una NON-Scuola per l’appunto.

M: Il laboratorio in sé è speciale. Forse è diverso perché si svolge a scuola ma è totalmente esterno ad essa. Non si insegnano tecniche teatrali, si incanala l’energia di ciascuno per creare il suo personaggio nell’insieme dello spettacolo.

A: Quando sei ragazzino il mondo ha connotati strani. È facile non avere riferimenti, sentirsi incompresi. Ci sentiamo dire che dobbiamo restare con i piedi per terra, che dobbiamo essere seri, rigorosi, composti, miti. La Non-Scuola ti sussurra all’orecchio di mettere un NON di fronte a tutto questo: non con i piedi per terra ma a far funzionare gli ingranaggi della fantasia e dell’assurdo, non composti, non miti, ma anzi energici, esplosivi, rumorosi, vivi! Non esiste cosa più vitale in un periodo delicato come l’adolescenza: di poter essere se stessi, insieme agli altri, capaci di tirare fuori piccole magie lavorando su se stessi, con un gruppo e su un testo per poi sbocciare sul palco come un magnifico insieme.

Questa attività influenza i vostri progetti teatrali? In che misura?

non-scuolaM: Non credo che questo cambi i progetti teatrali. Mi piacerebbe riuscire a far del teatro la mia vita.

A: Per quella che è la mia visione della vita e delle mie attività artistiche tutto non può che influenzare drasticamente tutto: il teatro, la radio, la musica e la Non-Scuola ovviamente non fa eccezione. Sto imparando (o ricordando) quanto da dire si abbia in quell’età di passaggio, vivendo con i ragazzi ogni loro soddisfazione e arrabbiatura, imparando a conoscerli, a capire come pensano e che visione hanno del mondo. Non posso che ringraziare tacitamente per l’occasione che mi è stata data di rivestire questo ruolo cercando di lavorare al meglio delle mie capacità con la consapevolezza di essere un po’ più ricco dentro,  in ogni mia sfaccettatura.

Gli appuntamenti della Non-Scuola 2017 cominciano questo venerdì, il 3 marzo.
A seguire il programma delle scuole:

Venerdì 3 marzo – Teatro Rasi, ore 21
Assessorato al decentramento del Comune di Ravenna – Castiglione di Ravenna
In Romagna 240! – la vera storia di Don Giovanni (ispirato a Molière)

Sabato 4 marzo – Teatro Rasi, ore 21
Liceo Scientifico “A. Oriani”
Serata Valentin (ispirato a Tingeltangel di Karl Valentin)

Giovedì 9 marzo – Teatro Rasi, ore 21
Liceo Artistico “P. L. Nervi – G. Severini”
Venezia salva (ispirato a Simone Weil)

Venerdì 10 marzo – Teatro Rasi, ore 21
Liceo Classico “D. Alighieri”
Macbeth (ispirato a William Shakespeare)

Sabato 11 marzo – Teatro Rasi, ore 21
I.C.S. “Darsena”, Scuola secondaria di primo grado “M. Montanari”
La regina delle nevi (ispirato a Hans Christian Andersen)

Martedì 14 marzo – Teatro Rasi, ore 21
I.T.I.S. “N. Baldini”
Timone d’Atene (ispirato a William Shakespeare)

Mercoledì 15 marzo – Teatro Rasi, ore 21
Liceo Classico “D. Alighieri”
Leonce e Lena (ispirato a Georg Büchner)

Giovedì 16 marzo – Teatro Rasi, ore 21
I.P.S.I.A. “C. Callegari”, I.T.C. “G. Ginanni”, I.T.G. “C. Morigia”, I.P.S.S.C.T. “A. Olivetti”, I.T.A.S. “L. Perdisa”
Le idi di marzo (ispirato a Giulio Cesare di William Shakespeare)

Sabato 18 marzo – Teatro Rasi, ore 21
I.C.S. “San Biagio”, Scuola secondaria di primo grado “Don G. Minzoni”
Quadri da un’esposizione (ispirato alla suite per pianoforte a soggetto di Modest Petrovič Musorgskij)

Lunedì 20 marzo – Teatro Rasi, ore 21
Fondazione Flaminia per l’Università in Romagna
Sangue e merda (ispirato a Macbeth di William Shakespeare)

Informazioni sull'autore

Silvia Rossetti

Silvia Rossetti

Italianista e multitasker. Scrittrice quando c'è tempo, teatrante per divertimento. Forza Tassorosso.

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