Arte

In mostra a Bologna Frida Kahlo e il resto della Collezione Gelman

Frida Kahlo

Per cominciare, mettete un calzino in bocca a chi dice che Frida Kahlo avrebbe bisogno di un’estetista. Fatto? Bene.
Palazzo Albergati ospita dal 19 novembre 2016 la Collezione Gelman, un insieme di opere contemporanee messicane che vedono, oltre a quelli di Frida Kahlo, anche lavori di Diego Rivera, Rufino Tamayo, María Izquierdo, David Alfaro Siqueiros e Ángel Zárraga.

Frida Kahlo

L’amoroso abbraccio dell’universo, la terra (Messico), io, Diego e il signor Xolotl – Frida Kahlo

Tutto comincia quando, stretti dalla morsa totalitaria sull’Est Europa, Jacques Gelman e Natasha Zahalkaha si rifugiano in Sud America e finiscono per incontrarsi a Città del Messico. Una volta unitisi in matrimonio, si dedicano al collezionismo e sostengono con dedizione l’arte e gli artisti messicani. Non mancano di avvicinarsi anche a Diego Rivera ed alla sua compagna, Frida Kahlo, decisamente regina della mostra.

Lo spazio di Palazzo Albergati è anche occupato da un excursus relativo agli artisti della collezione che, come Rivera, erano coinvolti nell’impeto politico che agitava il Messico nei loro anni di attività. Le sale, tuttavia, privilegiano Frida, la “biologa naturalista”, come lei stessa si definì una volta. Definizione decisamente azzeccata, poiché nulla nella collezione è più fisico e carnale di ciò che lei dipinge. Quello che trasmette è un complesso insieme di compassione e fierezza. C’è dolore, c’è ossessione, ma c’è anche amore, sesso e una lacerante spinta materna. Allo stesso modo in cui sopporta il dolore, sopporta anche l’amore distorto di un sadico sentimentale quale era Diego. Lo stesso sadico sentimentale che per primo la incoraggerà a trasformare le proprie emozioni in arte.

La mostra è interessante, ben strutturata. Non sempre quando la promozione di un’iniziativa si incentra sulla figura di un artista essa viene celebrata come promesso. In questo caso, Arthemisia Group ha fatto un buon lavoro, poiché sì, ci sono opere di altri messicani e di Diego Rivera, ma il soggetto principale è Frida.
Interessante la sezione “extra”, con la riproduzione della camera da letto in cui l’artista passò molto tempo in convalescenza. Con la collaborazione di alcuni stilisti, tra cui Valentino e Ferrè, sono esposti anche alcuni capi d’abbigliamento ispirati allo stile esotico e tradizionalmente messicano di Frida. Stile che ha comportato non poche occhiate quando ha vissuto per qualche tempo a New York con Diego.

Frida Kahlo

Frida Kahlo fotografata da Nickolas Muray

Ora rimuovete il calzino dalla bocca dei malintenzionati. Prima che possano dire altro, spiegate loro che Frida Kahlo, già affetta da spina bifida, a soli 18 anni ha subito un incidente che le ha spezzato la colonna vertebrale in tre punti, rotto il femore, le costole, la gamba sinistra e l’osso pelvico. Che uscita dall’ospedale è rimasta ferma, a letto con il busto per mesi. Raccontate loro di quanto era innamorata di un uomo decisamente propenso a tradirla, pure con la sorella, Cristina Kahlo. Spiegate che, nonostante fosse ossessionata dal desiderio di avere un figlio, l’incidente le ha impedito di essere fertile.

Dite loro, infine, che pochi giorni prima di morire ha dipinto un ultimo quadro: VIVA LA VIDA.

La mostra è visitabile fino al 26 marzo 2017.

Per informazioni sulle mostre di Arthemisia Group: http://www.arthemisia.it/

Informazioni sull'autore

Silvia Rossetti

Silvia Rossetti

Italianista e multitasker. Scrittrice quando c'è tempo, teatrante per divertimento. Forza Tassorosso.

Lascia un commento