Arte

DissensoCognitivo: quando la street art sfida gli spazi pubblicitari

Probabilmente vi sarà capitato, girando per le comunissime strade di Ravenna, di incontrare dei cartelloni pubblicitari un po’ insoliti… Sì, perché di cartellone pubblicitario hanno solo la cornice; tutto il resto è l’originalissima creazione di un artista ravennate – nome in codice DissensoCognitivo, classe ’85 – che sta invadendo la città con queste sue opere un po’ fantascientifiche (che talvolta fanno anche una certa impressione, se vogliamo) ma davvero molto interessanti e particolari.

Sono riuscito a mettermi in contatto con lui per cercare di intervistarlo; come avevo già considerato, non è stato possibile un incontro di persona, ma si è dimostrato molto disponibile per una conversazione “a distanza”. Dalle sue risposte traspare una parte della sua personalità, di cui lascerò a voi tutte le interpretazioni del caso.

Da quanto tempo dipingi? Ti ricordi da che cosa hai cominciato?

“Si può datare l’inizio ufficiale del progetto DissensoCognitivo nel 2012, ma dipingevo su tela e su carta già da prima di adesso, in modo confuso e sperimentale. C’è stata una breve fase di scritte criptiche e poesie apocalittiche incollate in giro, di cui fortunatamente non rimane traccia. La scintilla scatenante fu un bando per dipingere il muro di un sottopasso, in quell’occasione furono fondamentali i preziosi consigli dei writer di Romagna in Fiore, di Tark e di Zeta. In seguito, dopo l’incontro con il Collettivo FX, ho capito che la strada era la mia strada.”

Per quale motivo hai scelto questa direzione rispetto ad altre forme artistiche più tradizionali?

“Dipingere in strada permette di lavorare in luoghi che hanno già una propria storia e personalità, come una tela già usata, sporcata dalla vita e dal tempo.
Un altro fattore è la possibilità il variare il formato, la grandezza dell’opera, senza essere forzati dalle dimensioni del supporto come a volte avviene dipingendo un quadro. Inoltre nello spazio pubblico ci si può relazionare direttamente con l’osservatore: essere bersaglio di insulti, complimenti, sabotaggi, cancellazioni. Questa parte, più selvaggia e viscerale, è davvero importante.”

"Dialogo", di DissensoCognitivo.

“Dialogo”, 2016.

C’è qualche artista in particolare che ammiri e che pensi possa avere ispirato alcune tue opere?

“Bacon, HR Giger per le deformazioni anatomiche e Mark Rothko per l’assoluto. Tra gli artisti che lavorano in strada ci sarebbero troppi nomi da citare! Ci sono tanti artisti validi che non hanno “esposizione mediatica” sui social e che spaccano, alcuni sono più bravi delle superstar che il pubblico medio conosce e venera.”

Che progetti hai in mente per il futuro?

“In futuro vorrei proporre immagini sempre più indecenti e inaccettabili, sia dal punto di vista estetico che da quello compositivo; inoltre sono in cantiere diverse collaborazioni con altri artisti, e forse anche una mostra indoor, perchè no!
Le idee sono tante ma al momento ho un lavoro umano in un ufficio, qui a Dinosauria Est, e purtroppo manca il tempo per realizzarle.
In ogni caso, voglio che il DissensoCognitivo si distingua nel panorama Pre – Odierno dei murales dell’arte di strada per la produzione discontinua, per la mancanza di progettualità e per il segno sciatto e disgustoso che lascia nello spazio urbano.”

"Sentinella", di DissensoCognitivo.

“Sentinella”, 2016.

Che consiglio ti sentiresti di dare ai giovani meno esperti, che aspirano a diventare un giorno grandi artisti?

“Il Dissenso Cognitivo non è un grande artista e non lo sarà mai, quindi diffidate di questi consigli!
Ai giovani artisti posso dire: visitate le mostre, i musei, le strade, i luoghi oscuri e underground. State in mezzo al degrado urbano, fate una passeggiata in mezzo alla natura. Parlate con la gente, guardatevi intorno e cercate di capire da soli qual è l’arte che vi interessa, a cui siete affini. Non fermatevi all’arte più immediata con tanti like, siate segugi ed esploratori. Entrate in contatto con altri artisti, anche lontani, fate rete e scambiatevi consigli; incontratevi di persona e create collaborazioni. Usate i social, il web ma non siatene schiavi e non state ad aspettare occasioni ufficiali: se non ci sono, createle voi.
Probabilmente non diventerete grandi artisti, ma avrete fatto parte di questa strana avventura che si chiama arte o, forse, vita.”


A questo punto non ci resta che augurare a DissensoCognitivo di proseguire nella sua personale ricerca artistica, sperando che possa e voglia continuare a contribuire alla cultura di questa bellissima città.

Se volete seguire l’artista o mettervi in contatto con lui potete sfruttare i suoi profili social: Facebook, Instagram e Flickr.

In copertina: “Rust in Peace”, DissensoCognitivo. 2016

Informazioni sull'autore

Roberto Turturro

Roberto Turturro

Nerd, musicista, fotografo.
Sono un amante del dettaglio e delle piccole cose.
Ogni tanto mi perdo a fantasticare su un mondo immaginario in cui gli artisti emergenti riescono ad avere il successo che meritano.

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